Seppellimento e autorizzazioni relative

A tutti è noto come il RSC (d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396), prendendo atto delle tre pratiche funerarie ammesse in Italia (ma vi sarebbe anche l’imbalsamazione), distingue le autorizzazioni all’inumazione dalle autorizzazioni alla tumulazione (e si trascura l’autorizzazione alla cremazione che non compete all’Ufficiale dello stato civile, bensì all’autorità che assolve alle funzioni di cui all’art. 107, 3, lett. f) D. Lgs. 18/8/2000, n. 267, nonché si ri-trascurano i tentativi (riusciti?) di alcune regioni di “traslare” questa competenza in capo all’Ufficiale dello stato civile). Di conseguenza, non è più possibile, dall’entrata in vigore del RSC, parlare di “permesso di seppellimento”, ma va fatto ricorso all’attuale formulazione, tanto che si sono (sarebbero … in alcuni casi) dovuti modificare gli stampati in uso. Pochi, per altro, si chiedevano che significasse “seppellimento”, spesso intendendolo come termine con cui definire promiscuamente sia l’inumazione, sia la tumulazione. Una recente (si fa per dire …) circolare (Ministero dell’Interno n. 21169-8 del 30 settembre 1870) indicava il significato del termine: “… Devesi inoltre tener conto del metodo col quale vengono praticate le inumazioni che sono veramente tali, quando si depone il cadavere senza cassa o feretro nella fossa, o come suol dirsi a sterro, ricoprendolo senz’altro di terra, e debbonsi per contro chiamare seppellimenti quando i cadaveri vengono sotterrati rinchiusi entro feretri, o casse, come prescrive la Legge attuale. …” Le evidenziature (tondo/corsivo) sono presenti nella circolare citata! Più esplicito di così.

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