In Giappone i cadaveri di solito vengono cremati. In alcune zone però, i soccorritori giunti nelle località colpite dal terremoto e dal successivo tsunami dell’11 marzo scorso, a causa della scarsità di carburante da utilizzare nei forni crematori, ma soprattutto per i tempi elevati dati dalla cremazione, se confrontati con la inumazione massiva, stanno seppellendo quelli che vengono identificati. In Giappone i morti al momento sono 9.079: i dispersi invece poco più di 12.500. Le persone accolte nei campi allestiti per l’emergenza sono circa 320 mila. Le prefetture con il maggior numero di vittime sono quelle di Fukushima, di Iwate e di Miyagi, dove il bilancio finale potrebbe raggiungere le 15 mila vittime.
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