Sono stati chiamati a giudizio, per il caso dei feti abortiti e sepolti – in assenza di formale richiesta – con il nome delle madri sulle croci del cimitero Flaminio, sia l’ospedale San Giovanni Addolorata, che la Asl Roma 1 e pure la Ama Roma.
I Radicali Roma hanno presentato una azione popolare a seguito dell’episodio riguardante la mamma, che, a seguito di un aborto, aveva scoperto e denunciato il proprio nome su una croce di legno nel cimitero Flaminio.
I successivi accessi agli atti avevano portato alla luce illegittimità e forzature rispetto ai regolamenti seguiti, che non tutelavano diritti e privacy delle donne interessate.
Successivamente i Radicali Roma hanno presentato un’azione popolare al Tribunale di Roma, per chiedere i danni provocati dalla vicenda alle decine di donne coinvolte e danneggiate da una carenza informativa sull’iter del trattamento sanitario abortivo e della destinazione finale dei feti.
Nello specifico, citando in giudizio l’ospedale San Giovanni Addolorata, che richiese la sepoltura del feto abortito; la Asl Roma 1, che la autorizzò ed Ama che la eseguì, ponendo la croce con il nome della madre.
Di norma la risposta al quesito è data entro 3 giorni lavorativi.
Per quesiti complessi ci si riserva di non dar risposta pubblica ma di chiedere il pagamento da parte di NON operatori professionali di un prezzo come da tariffario, previo intesa col richiedente
Risposta a quesiti posti da operatori professionali sono a pagamento, salvo che siano di interesse generale, previa conferma di disponibilità da parte del richiedente.