I 52 lavoratori della Cooperativa ‘Ancorà, che si occupa dei servizi cimiteriali nonchè di custodia, guardiania, sorveglianza serale e notturna, pulizia e sistemazione del verde nel cimitero ‘San Brunonè di Taranto, a ridosso dei parchi minerali dello stabilimento siderurgico dell’Ilva, chiederanno un risarcimento all’Ilva per i danni alla salute subiti a causa dell’inquinamento. Lo annuncia in una nota lo Slai Cobas per il sindacato di classe. I lavoratori del cimitero di Taranto, che invocano più tutele e controlli sanitari, fanno presente di essere costretti ogni giorno a raccogliere polveri minerali tra i loculi, ma anche negli uffici e nel posto di guardia. A questo proposito è stato preparato un dossier sullo stato di salute dei lavoratori. Lo Slai Cobas aveva già manifestato l’intenzione di costituirsi parte civile nell’ambito del procedimento per disastro ambientale a carico dell’Ilva.
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