Dal 2025, con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni normative, cambiano le regole per la gestione degli sfalci e delle potature derivanti dalla manutenzione del verde pubblico e privato. La recente risposta a quesito posto anche da Utilitalia da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) fornisce istruzioni operative per la corretta gestione di questi rifiuti, ora ufficialmente classificati come rifiuti urbani.
Chi è coinvolto?
- Cittadini (utenze domestiche)
- Aziende e professionisti del verde (utenze non domestiche)
- Comuni e gestori dei servizi di igiene urbana
Punti chiave della nuova normativa
- Classificazione come rifiuti urbani → Gli sfalci e le potature provenienti dalla manutenzione professionale del verde privato ora rientrano tra i rifiuti urbani.
- Regole per il conferimento nei Centri di Raccolta (CdR) → I Comuni potranno stabilire limiti quantitativi, giornate dedicate e, in alcuni casi, anche tariffe per le utenze non domestiche.
- Obblighi per le aziende → Le imprese di giardinaggio che conferiscono per conto dei clienti dovranno compilare una dichiarazione che attesti la provenienza dei rifiuti e utilizzare veicoli registrati all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (cat. 2-bis).
- Possibili tariffe per il conferimento → Alcuni Comuni potrebbero introdurre costi aggiuntivi per le imprese, per garantire la sostenibilità economica del servizio.
E gli sfalci cimiteriali?
La normativa si applica anche agli scarti vegetali prodotti nei cimiteri, che dovranno essere gestiti secondo le stesse modalità, con possibilità di conferimento nei CdR o tramite impianti di trattamento biologico.
Cosa fare ora?
- Informarsi sulle modalità di conferimento stabilite dal proprio Comune
- Per le aziende: verificare la documentazione necessaria per il trasporto e il conferimento
- Valutare soluzioni alternative come il compostaggio o il conferimento diretto a impianti di trattamento
Di norma la risposta al quesito è data entro 3 giorni lavorativi.
Per quesiti complessi ci si riserva di non dar risposta pubblica ma di chiedere il pagamento da parte di NON operatori professionali di un prezzo come da tariffario, previo intesa col richiedente
Risposta a quesiti posti da operatori professionali sono a pagamento, salvo che siano di interesse generale, previa conferma di disponibilità da parte del richiedente.