Luci ed ombre nella gestione della pandemia Covid nel Regno Unito

Un rapporto della Fondazione Resolution, un think tank che si occupa di questioni economiche e sociali in Inghilterra, ha affermato che la scelta di anticipare ad inizio dicembre 2020 il terzo lockdown nazionale nel Regno Unito, avrebbe potuto salvare la vita a 27.000 delle persone morte per il Covid nel corso dell’ultima ondata dei contagi.
Il lockdown è stato invece introdotto solo a partire dal 4 gennaio ed è sostanzialmente ancora in atto, pur mitigato dalla riapertura delle scuole a partire dall’8 marzo.
Le prove di casi di contagio, in rapida crescita a causa della variante inglese – secondo gli esperti della Fondazione Resolution – erano già sostanziali anche prima del periodo natalizio, quindi questi decessi avrebbero potuto essere evitati, se le restrizioni fossero state messe in atto più rapidamente, impedendo così l’esponenziale aumento del tasso di mortalità.
Il governo Johnson preferì, invece, attuare restrizioni più limitate, decidendo la chiusura delle scuole solo a partire dal 20 di dicembre e disponendo per il terzo lockdown generale dall’inizio della pandemia, solamente dopo Capodanno.
La rapidità e l’efficacia dell’organizzazione della campagna vaccinale hanno poi permesso di limitare, in misura considerevole, i possibili ulteriori effetti negativi della pandemia, anche se il Regno Unito mantiene stabilmente il triste primato del numero maggiore di morti per Covid in Europa, con il superamento delle 125.000 unità.

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