Un minuto di silenzio, lacrime, fiori, ceri accesi, i veli scuri calati sui visi di alcune studentesse e, nell’atrio, la grande bara marrone e il necrologio funebre: ”E’ venuta a mancare all’affetto della comunita’ accademica tutta l’Universita’ pubblica. La salma, massacrata dal ministro Tremonti e dalla sua complice Gelmini verra’ portata in corteo per i corridoi della nostre facolta”’. Cosi’ gli studenti universitari di Bari hanno voluto protestare contro le ripercussioni della Finanziaria e il decreto Gelmini. L’iniziativa – organizzata dal Coordinamento 133 – ha visto l’adesione di centinaia di studenti che si sono dati appuntamento nell’ateneo. Il corteo ha percorso i corridoi delle Facolta’ di Lettere, Scienze Politiche e Giurisprudenza, entrando, con la bara, nelle aule e invitando i ragazzi e i professori a sospendere le lezioni: un invito che e’ stato accolto favorevolmente da molti studenti. Stizzita la reazione del Premier Berlusconi, che ha reagito duramente, minacciando di liberare con la forza le scuole occupate. Ritorno al ’68?
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