Nel cosentino impresa funebre controllata da clan malavitoso

In un bitz dei carabinieri del Comando provinciale di Cosenza e degli uomini della squadra mobile, oggi sono state arrestate 49 persone ritenute affiliate al clan Bruni, la cosca che aveva conquistato l’egemonia nel cosentino sfruttando il vuoto di potere determinatosi dopo l’operazione ’Garden’ del 1994, guadagnando il controllo del traffico di stupefacenti, delle estorsioni e delle rapine ai furgoni porta valori. I Bruni controllavano anche i servizi di onoranze funebri e gestivano una nota discoteca del centro cittadino. Fra gli arrestati c’è anche Bonaventura La Macchia, ex parlamentare negli anni Novanta, accusato di avere implementato il portafogli clienti delle ditte di onoranze funebri controllate dalla cosca.

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  1. Precisiamo che sarebbe stato inserito nel racket delle pompe funebri, grazie ai suoi collegamenti con il titolare di una casa di cura di Cosenza, Bonaventura La Macchia, di 57 anni, l’ex senatore dell’Udeur arrestato stamani. La Macchia e’ accusato di tentata estorsione, aggravata dalle modalità mafiose. L’ex parlamentare, in particolare, avrebbe fatto pressioni sul proprietario della casa di cura per fare in modo che il servizio di pompe funebri per le persone che morivano nella clinica fosse affidato ad un impresa che sarebbe stata collegata alla cosca Bruni della ‘ndrangheta. La Macchia e’ stato arrestato dalla Squadra mobile di Cosenza nella sua abitazione di Roma con la collaborazione della Questura della capitale

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