Domanda
A seguito dell'approvazione della L. 26/2001, la cremazione, al pari dell'inumazione in campo comune, è divenuta a pagamento per i cittadini. Il Comune di … chiede un parere in merito all'applicazione dell'IVA sulla fatturazione del servizio in quanto alcuni Comuni che gestiscono in proprio i forni crematori, fra i quali lo stesso Comune, non applicano l'IVA ritenendo la cremazione, al pari dell'inumazione, servizio funebre e cimiteriale.
Risposta
Il Comune si comporta correttamente in quanto è Pubblica Autorità (diversamente da una SOCREM o da una impresa pubblica) e quindi applica quanto contenuto nel paragrafo 4 della circolare n. 8/1993 del Ministero delle Finanze.
La circostanza che la cremazione sia ora onerosa per il cittadino poco importa. Anche la tumulazione lo era prima dell'uscita della L. 26/2001 e ciò nonostante era considerata fuori campo d'imposta se fornita dal Comune.
La questione è invece più complessa per il gestore dell'impianto. Difatti le opzioni sono due:
a) esenzione I.V.A. ai sensi dell'art. 10, punto 27) del DPR 633/72;
b) I.V.A. piena al 20%.
Si propende comunque per il comportamento seguente:
- per cremazioni come naturale conclusione del funerale: esenzione I.V.A.;
- per cremazioni non connesse al funerale (es. di resti mortali, di ossa, di cadaveri provenienti da esumazioni o estumulazione dopo qualche giorno) si applica l'I.V.A. al 20%.